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Isola di Pianosa, del Giglio, di Montecristo, di Giannutri

 
Isola di Pianosa

L'isola di Pianosa sorge nel cuore del Mar Tirreno all' interno dell' arcipelago toscano tutelato dalla omonima riserva naturale e appartiene alla provincia di Livorno. Dal punto di vista amministrativo l'isola di Pianosa è controllata dal comune di Campo nell'Elba. A poco più di una decina di chilometri di distanza dall'isola d'Elba, l'isola di Pianosa è collegata a questa, durante il periodo di maggior afflusso turistico, da un regolare ed efficiente servizio di navigazione che consente di andare e venire continuamente dalle due isole.
Pianosa
 
 
L'isola di Pinosa si distingue dalle altre isole dell'arcipelago in quanto è l'unica a non possedere rilievi. Caratteristica intuibile anche dal nome, l'isola di Pianosa presenta un territorio interamente pianeggiante. Il punto più alto dell'isola non arriva neanche ai 30 m di altezza. La costa regala paesaggi molto affascinanti grazie all'alternanza tra spiagge basse e sabbiose con tratti rocciosi su cui si infrangono le candide acque di questa porzione di Mar Tirreno. Tra le spiagge più belle dell'isola di Pianosa spicca quella di Cala San Giovanni particolarmente nota anche per la presenza dei resti di un'antica villa romana di notevole interesse storico.

Il patrimonio vegetativo dell'isola di Pianosa vede la macchia mediterranea regnare sovrana. Distese di ulivi ed estesi campi di viti colorano il paesaggio con una molteplicità di sfumature regalando scorci paesaggistici a dir poco pittoreschi. Pianosa diventa ancora più piacevole se si pensa che le temperature si mantengono miti anche durane la stagione invernale. Le precipitazioni non sono abbondanti e sono concentrate prevalentemente durante la stagione invernale. Potrete quindi organizzare il vostro soggiorno ideale in qualsiasi momento dell'anno.

Dal punto di vista storico i reperti rinvenuti nel luogo fanno supporre che l'isola di Pianosa fosse abitata già nelle epoche preistoriche, più precisamente nel Paleolitico e nel Neolitico. Tra i gioielli storici dell'isola di Pianosa di maggior rilievo sono da citare le rovine della villa romana nota con il nome di Villa di Agrippa, le cui caratteristiche fanno supporre che la sua realizzazione sia avvenuta intorno al I secolo a.C , e un sistema di catacombe disposto su due livelli. Anche il fondo del mare che bagna le coste dell'isola di Pianosa conservano tesori storici di un certo significato. I resti archeologici ritrovati sotto le acque sono la testimonianza dell'importante ruolo che l'isola di Pianosa giocava nei traffici commerciali romani.

Il carcere costruito all'inizio della seconda metà del XIX secolo e chiuso alla fine degli anni '90 del secolo successivo, fu un bene per l'isola di Pianosa se si considera che permise di mantenere inalterate le caratteristiche naturali del territorio. Come detto l'isola appartiene al parco nazionale dell'Arcipelago Toscano istituito per tutelare l'aspetto naturale sia terrestre che marino dell'Isola di Pianosa. Per questo motivo vigono alcune regole che vietano l'immersione, la pesca, la sosta, l'ancoraggio e addirittura anche la navigazione se non espressamente autorizzate. Tra Aprile e Ottobre vengono organizzate delle visite guidate intorno all'isola che consentono di ammirare i luoghi più suggestivi del territorio.
 
 
Isola del Giglio

L'isola del Giglio è una altra meta degna di nota soprattutto per i turisti che privilegiano le località di notevole interesse naturalistico. Circondata dalle acque di un mare limpido e cristallino l'isola del Giglio è riuscita, nel corso dei secoli, a mantenere il suo aspetto selvaggio che richiama l'attenzione di coloro che amano trascorrere una vacanza all'insegna dell'avventura.
Isola del Giglio
 
Geologicamente l'isola del Giglio è composta principalmente da granito ad eccezione del promontorio del Franco che ospita invece un suolo di tipo calcareo mentre dal punto di vista morfologico predominano le catene montuose che raggiungono il punto più alto con il Poggio della Pagana la cui altitudine si aggira intorno ai 500 m. Dalla vetta del Poggio della Pagana è possibile godere della vista di uno splendido scenario che racchiude tutte le isole dell'arcipelago.

L'importanza del patrimonio naturale dell'isola del Giglio è testimoniata dalla presenza di centinaia di esemplari botanici tra cui anche specie piuttosto rare e tipiche del luogo. Il periodo più bello dal punto di vista naturalistico è quello compreso tra Marzo e Giugno quando l'isola del Giglio si trasforma in un tripudio di tinte e sfumature in grado di dare origine ad una dimensione quasi surreale, anche se si può affermare che l'isola del Giglio prospera perennemente dal punto di vista vegetativo. Tra le specie animali di maggior interesse rientrano invece un particolare esemplare di rana che prende il nome di Discoglosso Sardo, il Corso , il falco pellegrino e il gabbiano reale.

Ma l'isola del Giglio è una meta privilegiata anche dai protagonisti del turismo di tipo balneare. Poco meno di 30 chilometri di costa nella quale abbondano tratti sabbiosi, calette, baie e scogliere di granito. Uno scenario che permette quindi di godere di panorami paesaggistici mozzafiato ma anche di rilassarsi al sole o fare un rilassante bagno nelle splendide acque del mar Tirreno. L'isola del Giglio rappresenta sicuramente l'occasione perfetta per svagarsi un po' dalla cruda realtà quotidiana e per purificare il corpo, lo spirito e la mente dallo stress e dalle inquietudini dei tempi moderni.

Tra le tappe più importanti della storia dell'Isola del Giglio sono da ricordare la seconda metà del XIII secolo periodo nel quale l'Isola del Giglio passò nelle dei Pisani autori della struttura urbanistica che oggi caratterizza Giglio Castello. La fine del XVIII secolo segnò la fine delle invasioni da parte del pirata Barbarossa e coincise con l'inizio di un fase storica più tranquilla che consentì una leggera crescita sia economica che della popolazione grazie. La chiusura della miniera di pirite nei primi anni sessanta del secolo XX sancì l'inizio della fase turistica dell'isola del Giglio che si protrae ancora oggi.

Tra gli elementi di interesse storico dell'isola del Giglio sono da segnalare la sede del municipio realizzata dai Pisani e sottoposta diverse volte a restauro, la piazza XVIII Novembre e la Rocca Aldobrandesca ubicate tutte nei pressi di Giglio Castello. Giglio Castello è la località più famosa dell'Isola del Giglio grazie anche alla presenza di una bellissima baia, che si affaccia su un incantevole Faraglione, particolarmente popolare soprattutto tra gli appassionati di surf e vela in quanto interessata continuamente da venti che creano le condizioni ideali per questo tipo di sport.
 
Isola di Montecristo

Anche l'isola di Montecristo, come l'isola del Giglio e di Pianosa, sorge nel cuore del Mar Tirreno, appartiene amministrativamente al comune di Portoferraio quindi alla provincia di Livorno, è parte integrante dell'arcipelago toscano e dell'omonimo parco nazionale. L'isola di Montecristo è una riserva protetta.
Montecristo
 
L'isola di Montecristo confina a nord con l'Isola d'Elba, a est con Monte Argentario e con l'isola del Giglio e a ovest con lo scoglio d'Africa, famoso anche con il nome di Formica di Montecristo. Geologicamente e morfologicamente l'isola di Montecristo presenta caratteristiche molto simili a quelle dell'isola del Giglio con prevalenza di montagne e suoli di natura granitica. Trattandosi di un territorio prevalentemente montuoso sono molto frequenti le scogliere che si gettano a strapiombo sul mare creando scenari panoramici molto suggestivi. Gli unici edifici abitati dell'isola si collocano nei pressi della Cala Maestra e risalgono al 1800. Tra questi spicca la cosiddetta villa reale nella quale risiedeva il re Vittorio Emanuele III.

La riserva naturale dell'isola di Montecristo è stata istituita nei primi anni '70 e si estende per oltre 1000 ettari di terreno. Essa è entrata a far parte dell'arcipelago Toscano e riveste il ruolo di sito di interesse comunitario. Gli unici abitanti dell'isola di Montecristo sono due custodi e diversi agenti della guardia forestale che a turno si alternano nel controllo del territorio. Il popolamento dell'isola di Montecristo è stato impedito da diversi fattori che dall'altro lato hanno contribuito a mantenere inviolato il patrimonio vegetativo e faunistico. Si tratta di specie rare o tipiche del luogo che necessitano di esere tutelate e proprio a questo scopo è stata istituita la riserva protetta dell'isola di Montecristo. Gli esemplari floreali e animali che popolano l'isola di Montecristo, nel passato, popolavano anche tutto il resto del Mediterraneo. Oggi a causa degli insediamenti umani molte di queste specie sono diventate tipiche dell'isola e tra queste meritano di essere segnalate il già citato discoglosso sardo e la vipera di Montecristo, oltre ad una serie innumerevole di uccelli che a seconda della stagione partono da o giungono verso l'isola. Il patrimonio marino vede predominare vaste distese di posidonia, coralli, anemoni marini e il così chiamato pesce luna.

Per chi giunge nei paraggi una visita all'isola di Montecristo è d'obbligo perché è un luogo in grado di regalare emozioni davvero uniche, però tenete conto che sono ammessi soltanto un migliaio di visitatori all'anno. Le escursioni sull'isola di Montecristo sono favorite anche da temperature perennemente gradevoli. Le giornate sono quasi sempre soleggiate in quanto le precipitazioni sono molto scarse.

Nonostante l'isola di Montecristo sia un territorio da sempre disabitato non significa che siano mancati i tentativi di insediamento. Questi risalgono già all'epoca degli Etruschi autori del monastero di San Mamiliano. I saraceni si impossessarono dell'isola intorno al 1500. Montecristo passò sotto il controllo dell'Italia verso la metà del 1869. Vittorio Emanuele III, alla fine del XIX, trasformò l'isola di Montecristo, in zona di caccia privata e così rimase fino alla nascita della riserva naturale.

Tra le cose da vedere sull'isola di Montecristo meritano di essere menzionate la villa reale, le rovine della fortezza di Montecristo e del monastero di San Mamiliano.
 
Isola di Giannutri

L'isola di Giannutri si colloca nella punta meridionale dell'arcipelago toscano e amministrativamente appartiene all'isola del Giglio. È possibile approdare in due punti dell'isola di Giannutri, Cala Maestra e Cala Spalmatoio.

Geologicamente l'isola di Giannutri è di natura calcarea, mentre morfologicamente vede predominare vaste foreste di leccio e distese di macchia mediterranea, garighe e ginepri a cui si aggiungono boschi di conifere e ampi spazi verdi. La costa risulta principalmente rocciosa.

Storicamente l'isola di Giannutri cominciò ad assumere una certa importanza soltanto all'epoca dei romani che provvidero alla costruzione del porto e di una villa ubicata nella sezione occidentale del tratto costiero dell'isola. Purtroppo questo momento di prosperità ebbe durata breve in quanto dopo l'epoca romana l'isola di Giannutri tornò ad essere un territorio completamente disabitato soprattutto a causa della sua posizione che favoriva l'invasione da parte dei pirati e per la mancanza di alture che fornissero qualche possibilità di rifugio. Come nell'isola di Montecristo anche nell'isola di Giannutri i tentativi di insediamento umano non sono mancati, a partire dagli Spagnoli che cercarono inutilmente di realizzare delle fortificazioni e torri di avvistamento. L'idea si concretizzò soltanto agli inizi del XIX secolo con i francesi che edificarono il Forte della Scoperta di cui oggi sfortunatamente non rimane più niente. L'entrata dell'isola di Giannutri nel Regno di Italia stimolò la costruzione del Faro di Caple Rosso.

Tra i siti dell'isola di Giannutri di maggior interesse spiccano le rovine della villa romana costruita nel II secolo d. C. È possibile visitare l'isola di Giannutri sia di inverno che d'estate anche se il servizio di navigazione che porta i visitatori dal porto di Santo Stefano all'isola di Giannutri, durante la stagione invernale, è molto ridotto. All'interno dell'isola di Giannutri non vi sono strutture alberghiere, non è possibile fare attività di campeggio mentre è permesso prendere in affitto piccole residenze private la maggior parte delle quali sono concentrate nelle vicinanze di Cala Spalmatoio dove si trova anche una piccola piazza con un minisupermarket e un bar-pizzeria. Cala Spalmatoio e Punta Scaletta sono i siti storici più attraenti dell'isola di Giannutri. Essi conservano resti preziosi della civiltà etrusca e romana.

L'isola di Giannutri esercita un fascino particolare sugli appassionati di immersioni grazie alla presenza di un ambiente marino moto suggestivo, dominato da pareti verticali in cui abbondano spugne, gorgonie, coralli. Tuttavia per tutelare la ricchezza ambientale buona parte di quest'area è stata inglobata nella zona di protezione di tipo 1 che impedisce qualsiasi tipo di navigazione, la balneazione, le immersioni e la pesca. È possibile comunque ammirare le vaste distese di posidonia e i relitti del Nasim e dell'Anna Bianca.

L'isola di Giannutri gode di una ricchezza faunistica di grande valore. Molte le specie di uccelli che durante le stagioni migratorie sostano nei territori dell'isola. Tra queste il gabbiano corso, la monachella, la berta maggiore e la berta minore. Tra i rettili spicca la tartaruga caretta caretta. La flora non è da meno con esemplari ormai rari ed elusivamente tipici del luogo.
 
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