Data importante nella storia del rapporto tra l’uomo e il Monte Bianco è il 1786, anno della prima scalata alla vetta. Fino ad allora nessuno si era mai rivelato desideroso di raggiungere la cima di questa imponente montagna anche perché erano diffuse superstizioni e credenze legate a leggende e misteri che creavano un po’ di timore tra gli abitanti della zona. Questa data è molto importante in quanto è ad essa che si riconduce la nascita dell’alpinismo. Dopo il 1786 si susseguirono diverse scalate da parte sia di francesi che di italiani, ma tra queste merita di essere ricordata più di tutte quella di Achille Ratti, che poi sarebbe diventato Papa Pio XI, che alla fine del XIX secolo tracciò il primo percorso cosiddetto normale (cioè percorribile anche da chi non è esperto alpinista) che da Courmayeur saliva fin sulla cima. Questo evento segnò l’inizio dell’ascesa di popolarità di questa località che oggi è considerata la capitale mondiale dell’alpinismo oltre ad essere una delle più rinomate stazioni sciistiche a livello internazionale.
A differenza del versante francese che scende in maniera moderatamente dolce il versante italiano si caratterizza per un elevato grado di ripidezza particolarmente apprezzata dagli appassionati di alpinismo, che regala straordinari scorci paesaggistici. Tra le creste più suggestive e più conosciute del Monte Bianco rientrano il Dente del Gigante, ad oltre 4000 metri di altezza, le Guglie di Chamonix, le Grandes Jorasses, il Mont Dolent, che rappresenta il punto di confluenza tra la frontiera svizzera, italiana e francese, l'Aiguille Noire de Peuterey. Oltre a rappresentare un vero e proprio paradiso dal punto di vista panoramico, il Monte Bianco è anche un’oasi naturale di immenso valore. Pur essendo la sua cima perennemente innevata il Monte Bianco ospita specie floreali e faunistiche di rara bellezza ed esclusive del luogo. La maggior parte di coloro che decidono di trascorrere un soggiorno in una delle località turistiche del Monte Bianco, escludendo quelli che scelgono le mete più gettonate per la settimana bianca da passare sulle migliori piste da sci di Italia, sono spinti dal desiderio di depurarsi dal caos cittadino e respirare un po’ di aria pura e limpida e andare alla scoperta di alcune meraviglie della natura che la logorante quotidianità non permette di conoscere. I luoghi più frequentati dai turisti rimangono comunque Courmayeur e Chamonix in particolare durante la stagione invernale in quanto noti centri sciistici.
È chiaro che alle quote più elevate il Monte Bianco presenta soltanto ampi territori di roccia granitica e calcarea che a quote più basse lasciano spazio a fitte foreste di conifere in cui larice, pino cembro e abete rosso regnano sovrani. Le praterie alpine sono invece il rifugio di migliaia di esemplari floreali che durante la stagione primaverile esplodono con colori sgargianti e vivaci dipingendo uno scenario dall’atmosfera surreale. Tra le specie floreali spicca tra tutte la stella alpina a cui si aggiungono la campanula gialla, la genziana, l’anemone, rare specie di orchidee, tra cui la cosiddetta Scarpetta di Venere, il giglio, le viole ecc…. A proposito di flora a poco meno di 2200 metri di altezza il Monte Bianco ospita il Giardino Alpino Saussurea, il più alto d’Europa, che custodisce alcuni degli esemplari botanici più rari e caratteristici del luogo. Il patrimonio faunistico risulta particolarmente prosperoso grazie alla tutela esercitata da ben due parchi nazionali, quello del Gran Paradiso e quello della Vanoise, la cui attività ruota intorno alla protezione di specie animali che se non adeguatamente salvaguardati rischiano l’estinzione. Tra questi il camoscio alpino, lo stambecco, il capriolo, il cervo, la volpe, la marmotta, l’aquila reale, l’astore, il gheppio. |